lunedì 18 marzo 2013

4 Pokér di "ROM".


Se cercate "hacking ROM" su "Google", tra gli svariati risultati più o meno degni di questo nome, vi capiterà di imbattervi in decine e decine di pagine "web" italianissime dedicate alla saga dei "Pokémon". Ora, dopo un'attenta osservazione dei suddetti siti e del "materiale umano" che li popola, il buon Marte vi può confermare che, fondamentalmente, tutti questi "Poképortali wannabe" sono accomunati da due caratteristiche sostanziali: 1) sorgono tutti indistintamente su "ForumCommunity"/"ForumFree" e 2) risultano essere sempre ed inevitabilmente frequentati da un'altissima percentuale di persone che, purtroppamente, non sembrano in grado di distinguere una "lamerata di basso rango" da un "hack serio" nemmeno se spieghi loro la differenza che passa tra queste due realtà sostanzialmente differenti... ;)

IL CONCETTO DI "LAMERATA DI BASSO RANGO".

Se una mattina ti svegli credendoti un "hacker"/programmatore/genio dell'informatica e, per questo motivo, decidi che il mondo deve essere consapevole delle tue capacità ultraterrene, fermati un attimo a riflettere...

"...Zzo vuoi, matusa? Fermarmi io??? Ma 6 scemo?! O un'idea in testa ke poi mi chiedi scusa, quando la vedi!!!1!UNO!!!UNDICI!!!".

No. Non farlo. Non voglio assolutamente vederla... Ti scongiuro. Pensa alla sacralità del mondo videoludico che stai per violare impunemente! Non infangarlo. Renditi conto che non sei in grado, per l'amor del cielo. Non sei veramente un "hacker". SEI UN BIMBOMINKIA!!! Di programmazione non ci capisci niente. L'esadecimale sei convinto che sia una cosa che si mangia... Sai utilizzare alla meno peggio solamente dei "tools" visuali preconfezionati che ti consentono di manipolare grafica, testi e poche altre impostazioni dei giochi che ti prefiggi di alterare. Tutto il resto è fuori dalla tua portata... Che "capolavoro" pretendi di riuscire a produrre, viste le premesse?!

"Questo, MISCREDENTE!!!".

No. NO. NOOO!!!

IL CONCETTO DI "HACK SERIO".

Diversamente, che cos'è l'"hacking serio"? Semplice. È sempre ed irrimediabilmente un approcciare il media videoludico con intento MIGLIORATIVO. Della serie: puoi essere interessato all'"upgrade" dell'aspetto audiovisivo di un vecchio videogioco che era carente sotto questo punto di vista. Puoi "fixare" dei piccoli "glitches" sfuggiti ai programmatori del titolo originale. Puoi produrre una "patch" che bilancia la difficoltà di un videogame troppo facile oppure che ripristina degli elementi originali che sono andati perduti durante il procedimento di localizzazione. Puoi sbatterti per tradurre un gioco... Le alternative sono molteplici. Fondamentalmente, basta saperci fare veramente e non improvvisare puntando esclusivamente sull'approccio volgar-demenziale... Per il resto, le possibilità sono virtualmente infinite (soprattutto quando e se il gioco in oggetto fa parte di una saga che gode di una fama indubbiamente planetaria! :) ).

"Pokémon", dicevamo...

Mettetevi comodi che si va ad incominciare!!! :)




The verde all'inglese. "Pokémon Verde Inglese".

Più o meno tutti voi sapete che "Pokémon Rosso" e "Verde" sono i primi due videogiochi della serie, rilasciati sul mercato nipponico nel 1996. Tra le due, la versione "Midori" (ovvero "verde", in giapponese...) è senz'altro quella nei riguardi della quale s'è maggiormente rivolta l'attenzione del pubblico internazionale (molto probabilmente perché il gioco non ha mai conosciuto un'esportazione degna di nota, ma s'è direttamente reincarnato in "Pokémon Blu"...).

Ora, di "Pokémon Midori" esistono logicamente svariate traduzioni non ufficiali, ma tutte hanno dovuto fare i conti con un'interfaccia di gioco assolutamente non pensata per questo tipo di approccio artigianale. In tal senso, in "Midori" tutte le voci di "menù" relative agli attacchi ed ai nomi dei mostri tascabili erano limitate a cinque miseri caratteri (più che sufficienti per le notazioni giapponesi ma assolutamente inadeguati per le lingue occidentali...).

Il nome del "mostro" è decisamente corto ed inoltre è in linea col livello...

Morale: si abbrevia il tutto, ché in ambito "hacking amatoriale" diversamente non riusciamo proprio a fare... Ma alla "Skeetendo Inc." non si sono mai dati per vinti e, diversamente, si sono ingegnati per aggirare il problema con un approccio radicalmente diverso. I baldi giovani si sono detti: «Ok. Abbiamo "Pokémon Rosso" e "Pokémon Blu", giusto? Bene. Questi due giochi sono già a posto a livello di testo ed architettura dei "menù", perché "Nintendo" ce li ha localizzati per bene... Ora, se noi teniamo buono questo aspetto ed andiamo a ripristinare filologicamente tutto il resto (ovvero quello che "Nintendo" ha riadattato/cambiato rispetto a com'era nel gioco originale, quando l'ha localizzato per l'esportazione...) otteniamo "Pokémon Verde Inglese"!!!».

La qual cosa è proprio ciò che i ragazzi di "Skeetendo" hanno realizzato con la suddetta "patch" di "Pokémon Blue Version". :)




Notate qualcosa di diverso dal solito, per caso?! ;)

Chi ha giocato con i videogiochi dei "Pokémon" della cosiddetta "prima generazione", indubbiamente si sarà sempre posto un quesito esistenziale: perché mai i mostriciattoli, così carini e graziosi in "campo lungo", si trasformavano irrimediabilmente in delle inguardabili oscenità cubettose quando si presentavano di schiena, in primo piano? Il "GameBoy" non aveva forse la capacità di visualizzarli sempre e comunque "come si deve"? Certo che si! Diversamente, con molta probabilità, i grafici optarono per un comodo riciclaggio delle immagini "al dritto". I disegni vennero semplicemente specchiati orizzontalmente, ritoccati per raffigurare le schiene dei mostri tascabili e quindi raddoppiati di dimensioni per correggerli prospetticamente. Risultato? Legoland!!! :D

Ora, immaginatevi un ennesimo "hacker" che non ci sta e che è altresì consapevole che i videogames "Pokémon Gold" e "Pokémon Silver" (la "seconda generazione" dei nostri mostri tascabili preferiti...) sfoggiano una veste grafica decisamente più consona pur essendo sempre dei videogiochi per il "GameBoy"... Fatto? Bene. A questo punto, la vostra fantasia diventa realtà. Il suddetto "hacker" si materializza e decide di saccheggiare a piene mani "Gold" e "Silver" allo scopo di aggiornare il videogioco originale...

Il risultato è "Pokémon Red - Proud Eyes Edition": un felicissimo riadattamento del capostipite della serie.

Inoltre, l'autore del suddetto "hack" (non pago di aver totalmente ristrutturato "Pokémon Red" sotto l'aspetto puramente grafico...), si è anche prodigato sul versante della giocabilità del titolo in oggetto, occupandosi altresì del suo bilanciamento... Infatti, sotto questo punto di vista, "Pokémon" è da sempre un videogame abbordabile e decisamente facile da padroneggiare. Complice una "Stupidità Artificiale" decisamente smaccata, la cattura dei mostriciattoli ed i duelli contro gli avversari digitali che il videogioco contrappone all'utente raramente mettono in difficoltà il giocatore... Della serie: personalmente ho giocato con parecchi videogiochi della saga e, se la memoria non mi inganna, mi ricordo distintamente di non aver mai perso una lotta e di essere sempre ed invariabilmente riuscito a catturare una qualsiasi preda designata. Morale: coefficiente di difficoltà relativamente basso.

Ma se io muto il livello dei "Pokémon" selvatici, riorganizzo le squadre dei "Capipalestra" e doto i vari mostriciattoli di un "moveset" customizzato in grado di produrre delle combo efficaci anche se la suddetta "Stupidità Artificiale" lancia gli attacchi completamente a capocchia, forse riesco ad aggirare l'ostacolo... :) Se poi modifico altresì l'oggettistica in vendita nei "PokéMarket", correggo i proventi dei duelli e rendo i "Pokémon" selvatici decisamente più difficili da catturare, auspicabilmente ottengo un videogame che mi fa sudare un po' di più e che potenzialmente è in grado di offrirmi perfino una nuova sfida!

Indubbiamente da provare. :)




Se sconfiggo un bonzo, sono blasfemo?! ;)

Negli anni novanta, "Nintendo" si faceva moltissimi (troppi...) scrupoli nei riguardi della censura, quando e se doveva esportare i suoi videogiochi al di fuori del territorio giapponese. In tal senso, nemmeno la saga dei "Pokémon" riuscì a sfuggire a questo fenomeno. In "Gold/Silver", per esempio, parecchi dettagli grafici sono caduti sotto la scure del censore...
Il pescatore abbandona lo spinello, passa
all'uso di eroina e muore pieno d'overdos...

Sembra strano, ma è così... Tuttavia, pensate davvero che qualche "hacker" volenteroso non abbia messo una pezza anche a questo dettaglio puramente filologico? ;) "Pokémon Gold" e "Pokémon Silver Restoration" nascono per l'appunto con questo preciso intento: ripristinare tutti i contenuti censurati, riadattati o modificati rispetto all'edizione nipponica dei videogiochi in questione.




Un videogame che funziona grazie alla sintesi sottrattiva! :)

Terminiamo quindi questa nostra lunga ma proficua carrellata di "hacking seri" analizzando quello che molto probabilmente è il capolavoro assoluto della categoria. Tuttavia, prima di farlo, poniamoci un'altra fondamentale domanda esistenziale sulla saga in oggetto. Al tempo dell'"exploit" della suddetta serie, qual'era il cruccio più frustrante che turbava le nostre ambizioni di collezionisti di mostrilli tascabili? Esatto!!! "Riuscirò mai a completare al 100% la mia collezione?". La risposta era tragicamente sempre la stessa: "No. Non ci pensare nemmeno!!!".

Perché "Pokémon" era un videogioco sociale concepito per proliferare prevalentemente in ambito scolare. Della serie: se eri un ragazzetto delle elementari oppure se frequentavi gli "Scout"/l'oratorio, l'impresa era probabilmente anche fattibile (a patto di riuscire a convincere qualche anima pia a scambiare ANCHE i "Pokémon Leggendari"... ;) ). Se eri un educatore attivo in questi contesti sociali ed eri interessato al fenomeno "Pokémon", avevi delle "chances" importanti... Diversamente, se all'epoca eri un post adolescente con amici e conoscenti lontani anni luce dai tuoi interessi e finanche dal concetto base di "videogioco", l'impresa era inevitabilmente riconducibile ad un inconcludente dramma nel quale tu eri solo ed abbandonato a te stesso. Unico obiettivo realizzabile: acchiappare tutti i mostriciattoli catturabili senza tecniche di scambio, mettendo una pesantissima pietra (tombale...) su tutto il resto.

...Ed al giorno d'oggi, con l'emulazione, il discorso è praticamente sempre lo stesso (a meno di non utilizzare un "software" tipo "VBALink" allo scopo di auto-scambiarci i mostri tascabili. Una cosa senz'altro fattibile ma decisamente molto poco pratica...).

In tal senso, ci vorrebbe proprio un videogioco globale-totale che fonda le risorse di "Rosso" e "Blu" e ci permetta di catturare tutto il catturabile (e pure di più...), fornendoci finalmente un'esperienza di gioco completa e totalizzante... In tal senso, "Pokémon Ultra Violet Version" è la risposta! :)

Il videogioco in oggetto è un "hack" di "Pokemon Fire Red Version" (che a sua volta è un "remake" del "Red" originale... ;) ) al quale sono stati aggiunti TUTTI i contenuti esclusivi di "Leaf Green" (la sua naturale controparte complementare...). Ma non basta! Tante altre piccole modifiche migliorano il videogame in svariati modi. Per esempio, lo "starter" puoi scegliertelo tradizionalmente oppure andare a catturartelo sul campo...

Wella! Bel colpo!!!

...Ed ancora, tutti i "Pokémon" catturabili di entrambi i suddetti videogiochi sono reperibili nelle loro aree tradizionali, mischiati assieme!

"Figo! E per i "Pokémon" per i quali il gioco originale ci imponeva una scelta univoca? Come si fa???", mi domandano dalla regia.

"Kabuto" o "Omanyte". "Hitmonlee" o "Hitmonchan". Che strazio, vero?! ;) Mai più indecisioni, con "Pokémon Ultra Violet"! In questa "hack", infatti, le suddette scelte sono state semplicemente rimosse!!! Per il resto, questi quattro "Pokémon" rimangono delle creature rare o addirittura estinte. Non li troverete mai da nessun'altra parte...diversamente dagli "starter" originali, che si potranno invece incontrare anche nell'ormai arcinota "erba alta"! (Ma con una probabilità bassissima e solo in zone appropriate e consone con la loro specifica natura... ;) ).

Inoltre, tutti i mostriciattoli che normalmente evolvono con gli scambi sono stati rieditati per farlo in altre maniere tutte da scoprire... Qualcuno di loro evolverà una volta raggiunto un determinato livello, qualcun altro grazie all'impiego di una particolare pietra... (E, per inciso, questo meccanismo riguarda ANCHE "Eevee" e le sue metamorfosi notturne/diurne, nonostante in "Fire Red"/"Ultra Violet" non ci sia l'alternanza di giorno e notte!!!).

Allo stesso modo, i vari leggendari saranno rinvenibili sul campo o in specifiche aree appositamente predisposte...

Che mi venga un colpo se quello non è "Mew"!

...Perfino tutti i vari mostriciattoli normalmente accessibili solo ed esclusivamente partecipando ad "Eventi WiFi Nintendo" saranno catturabili con le tecniche tradizionali, dopo aver capito dove si nascondono e come fare per raggiungerli...

Morale: un videogioco che si rivelerà un'esperienza impagabile per ogni "Pokéfan" degno di questo appellativo; un videogame altresì sviluppato con una devozione ed un rispetto per la materia che ha dell'incredibile! Fossero tutti così, gli "hacks", vivremmo in un mondo decisamente migliore.

In una parola: provatelo! :D



PS: No. Non domandatemi a che "hack" si riferisce la seconda immagine di questo "post". Non lo volete sapere. Fidatevi. ;)

Cos'è questo QRCode?
Come l'hai realizzato?


4 commenti:

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

Pokèmon marrone merda mi stufò subito, le altre non le conoscevo proprio!

Marte ha detto...

"Ultra Violet" è la fine del mondo.

Catturare un "Larvitar", utilizzandolo come primo "starter" al posto di uno dei mostri canonici, non ha prezzo... Ed ho già trovato la zona dov'è appostato uno dei tre "cani leggendari"! :D

valerio ha detto...

non sono più aggiornato su questo argomento, ma una versione che comprende tutti i 649 mostriciattoli esistenti ?

Marte ha detto...

Sarebbe interessante, me è indubbiamente irrealizzabile con semplici tecniche di "hacking". :)

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